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 | Oggetto: Il mio parere. Sab Nov 24, 2007 7:30 pm | |
| Ieri sera, si è tenuto nella sala consiliare del Comune di Norcia un infuocato e teso Consiglio Comunale al quale erano presenti un folto drappello di cittadini e di rappresentanti politici locali. Non mancavano nemmeno i giornalisti delle più importanti testate umbre. Tanto interesse è conseguenza dalla presenza all’ordine del giorno di una mozione presentata dalla minoranza in merito al mancato finanziamento di dieci alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica, già stanziati a favore del Comune di Norcia Ovviamente non potevo mancare. Insieme ai consiglieri appartenenti al nostro partito abbiamo avuto nei giorni scorsi numerose riunioni per decidere quale posizione assumere riguardo l’increscioso problema creatosi a Norcia. Quanto successo in relazione alla vicenda case popolari, a nostro avviso, è di una gravità inaudita. E' la nostra natura di uomini e donne sempre attenti al sociale che genera oggi in noi indignazione e rabbia. Non ci interessano le polemiche strumentali tra sindaco e vice che, a nostro avviso, sono parimenti responsabili, insieme a tutta la giunta, della situazione creatasi. L'esame delle carte ha permesso una ricostruzione lucida dell'accaduto che, per qualche incomprensibile motivo, non riesce ad emergere dalle dichiarazioni di stampa che i vari politici hanno elargito a iosa nei giorni scorsi. La situazione è questa: La precedente amministrazione, quella guidata dall'ex Sindaco Naticchioni, aveva inoltrato alla R.U. una domanda per l'ottenimento di un finanziamento per la costruzione di 60 alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica. Tale richiesta è stata in parte accolta dalla regione che dava il via libera per la costruzione di 10 alloggi. La liberatoria e il conseguente finanziamento erano però subordinati alla dimostrazione, da presentare entro il 30 aprile 2007, della raggiunta cantierabilità delle opere. Il comune di Norcia, in data 22.11.2006, come chiaramente specificato da una lettera trasmessa dall'Ufficio Tecnico Comunale al Segratario Generale, non solo non aveva provveduto alla cantierabilità dell'intervento ma non aveva nemmeno, per motivi che non sto qui a riassumere e che in parte mi sono ancora oscuri, provveduto ad individuare nello strumento urbanistico una zona preposta per lo scopo. Con la stessa lettera il tecnico firmatario proponeva al comune di individuare alcuni edifici posti nelle frazioni (di proprietà privata) al fine di adibirli allo scopo, rispolverando, di fatto, un vecchio progetto anch'esso della precedente amministrazione che operava in tal senso. Tale proposta è stata evidentemente accolta dalla Giunta che con atto di indirizzo datato 23.11.2006 incaricava lo stesso ufficio tecnico di provvedere ad effettuare un sopralluogo per l'individuazione degli edifici da destinare allo scopo. In data 30.11.2006, la stessa giunta integrava l'atto di indirizzo del 23.11.2006 indicando in esso, in maniera piuttosto sommaria, gli edifici individuati dall’ufficio tecnico. Emerge quindi dalla lettura delle carte che l'opzione di provvedere alla sistemazione di fabbricati esistenti in luogo della costruzione di nuovi edifici non fu dettata da precisa scelta politica ma da costrizione di carattere tecnico. Non riusciamo a spiegarci, sinceramente, per quale motivo il sindaco si è ostinato sulla stampa e su un documento apparso nel sito internet del Comune di Norcia (meno, quasi per niente, durante la seduta di Consiglio) a proporre la tesi della scelta politico - architettonica. Anche Ipotizzando che le motiviazioni della scelta siano state, come asserisce il sindaco, dettate da un preciso disegno politico, ne contestiamo aspramente il metodo in quanto riteniamo che decisioni in materia simile non possano essere ad esclusivo appannaggio della G.M. Trattando di materia socialmente rilevante crediamo che qualsiasi decisione in merito sarebbe dovuta essere discussa in sede di Consiglio Comunale che è espressione democratica della cittadinanza o, in alternativa, sarebbe dovuta passare per l’apposita commissione, pur attivata, per materie simili. Qualora invece il rinunciare alla edificazione di nuovi edifici preferendo ad essa la ristrutturazione di fabbricati nelle frazioni, non rappresenti una scelta ma, più semplicemente (e verosimilmente aggiungerei), un ripiego per la mancanza dei requisiti richiesti dagli enti erogatori, crediamo che sia doveroso, quantomeno nei confronti di tutte quelle famiglie in lista d’attesa per una casa popolare, tentare di individuare eventuali responsabilità. Il nostro pensiero è questo. Semplicissimo e non condito di dietrologie e artifici tipici della politica politicante. Ci piacerebbe che tutti gli uomini e donne chiamate a rappresentare il popolo inizino a ragionare con semplicità e correttezza, ci piacerebbe che tutti abbandonino tattiche da operetta che non fanno altro che allontanare una volta di più la piazza dal palazzo. Abbiamo assistito a una commedia che, se non avesse riguardato una argomento di una emergenza sociale così grave, avrebbe generato ilarità. L’ilarità ha invece lasciato il posto all’indignazione. Ci siamo indignati nel vedere una opposizione passiva e rinunciataria che in nome della politica politicante, ha presentato una mozione che, a fronte di una premessa al “calor bianco” ricca di attacchi frontali e pesanti all’operato dell’Amministrazione, ha concluso proponendo il semplice recupero dei fondi. Logica avrebbe voluto che conseguenza delle pesantissime accuse fosse stata, quanto meno, la richiesta di emersione di eventuali responsabilità e di dimissioni dell’assessorato di riferimento. Invece nulla di tutto ciò. La mozione conteneva una semplicissima richiesta di operare un tentativo per un possibile recupero del danaro perso. Tale richiesta oltre ad essere disarmantemente ovvia, è anche disarmantemente priva di ogni possibilità di successo. La maggioranza e la minoranza sanno benissimo che non vi è alcuna strada percorribile al fine di recuperare quel danaro. Alla mia domanda diretta del perché tale moderatismo mi è stato risposto, cosa che pur nel sospetto avevo ritenuto improbabile per puerilità, che quello della minoranza è stato un tentativo “politico” di ottenere il voto unanime alla mozione. Ma vi rendete conto? L’opposizione ha una occasione come questa per sparare a “0” e cosa fa? Una brillante mozione tranello che anche Paolino Paperino avrebbe compreso dopo trenta secondi di ragionamento. Senza voler scomodare tesi dietrologiche che pur girano tra i vari commenti della cittadinanza, la cosa, sinceramente, ci lascia un po’ perplessi. La maggioranza dal canto suo cos’ha fatto? Ha presentato una proposta di emendamento alla mozione con in premessa un lunghissimo e dettagliatissimo auto elogio seguito da una proposta che, a parte qualche dettaglio, era pressoché identica a quella della mozione di minoranza. Come avremmo potuto partecipare al trionfo della politica politicante e della logica anti decisionista e eternamente attendista che credevamo appartenessero ad aree diverse dal centro-destra e che speravamo di non rivedere più a Norcia dopo il 13 giugno 2004. Noi rappresentiamo il popolo, la gente, quella “incazzata” per dirla alla Santanchè, che non ne può più di questi metodi da prima repubblica, che vuole dare un colpo di spugna al grigiore imperante delle giacche e dei colletti bianchi. Dirò di più, io, personalmente, l’astensione non l’ho condivisa. Se fossi stato io ad occupare i banchi del consiglio avrei votato contro sia alla mozione di minoranza sia alla proposta della maggioranza. Avrei evitato, se non altro, di non far passare il messaggio fuorviante che ipotizza “La Destra come spalla dell’ex vice sindaco che come noi ha optato per l’astensione. La Destra, lo ribadisco qui come per altro ben fatto dalla consigliera Leoncilli, ritiene tutta la giunta e quindi anche l’ex vice-sindaco, corresponsabile di quanto accaduto. Un voto contrario sarebbe stato un bel segno di distinzione sia dall’operato della giunta che non abbiamo né condiviso né partecipato, sia da una minoranza senza carattere che, per mania di politichese e per proprio DNA ha preferito agire con sussurri tra colletti bianchi di palazzo piuttosto che con grida di rabbia da piazza.
24.11.2007
Domenico Salimbeni – La Destra Valnerina. |
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